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Abbattimento delle barriere architettoniche: normativa e agevolazioni fiscali per i disabili

created by Team editoriale Giovedì, 9 Marzo, 2017 - 17:23

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Porte troppo strette, bagno come un cunicolo affollato, scale e scalini... Sono alcuni piccoli difetti di una casa con i quali la maggior parte delle persone può convivere, ma che per i disabili rappresentano ostacoli insormontabili, le cosiddette "barriere architettoniche". La normativa viene però incontro in vario modo a chi è costretto ad effettuare lavori di ristrutturazione in casa o nell’edificio, con diverse forme di agevolazioni fiscali per l’abbattimento barriere architettoniche: la riduzione dell'aliquota Iva, l'erogazione di contributi e detrazioni Irpef. Vediamo in che modo ottenerle.

Iva agevolata al 4% e detrazione al 19%

Chi avesse necessità di fare interventi di ristrutturazione in casa, tenga a mente che la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o all'eliminazione delle barriere architettoniche come, ad esempio, la ristrutturazione di un bagno per disabili prevede agevolazioni con l'applicazione dell'aliquota Iva al 4%. È prevista la stessa aliquota Iva per l’istallazione di un ascensore. Si applica l’Iva al 4 per interventi di ristrutturazione che riguardano immobili esistenti ma anche per l'acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento di disabili e ai sussidi tecnici e informatici per disabili rivolti a facilitare l'autosufficienza, come per esempio le poltrone elettriche e servoscala.

Per ottenerla bisogna presentare alla ditta che deve fatturare i lavori il certificato rilasciato dalla competente ASL che attesta una invalidità funzionale di tipo motorio, visivo, uditivo o del linguaggio. Nel caso di sussidi tecnici e informatici, la prescrizione medica dello specialista dell'ASL di appartenenza, dalla quale si evinca quale beneficio la persona disabile potrebbe avere dall’acquisto. E’ possibile, in alternativa, consegnare alla ditta un’autocertificazione iva 4% per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Non è quindi indispensabile fornire una documentazione con i propri dati sensibili.

In questi casi, oltre all’Iva agevolata è prevista la detrazione Irpef del 19% per le spese mediche e gli ausili. Come ottenerlo? È essenziale conservare la fattura e avere la certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio serve per facilitare l'autosufficienza della persona.

Detrazione Irpef 50% per l'eliminazione delle barriere architettoniche

Un’altra possibilità è la detrazione fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Per lavori di ristrutturazione edilizia sugli immobili è possibile usufruire della detrazione Irpef del 50% da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017. E, salvo ulteriori proroghe, del 36% da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal primo gennaio 2018.

Ne usufruisce il proprietario dell’immobile o l’inquilino se è stato quest’ultimo a pagare l'intervento. Il pagamento per i lavori deve avvenire con bonifico bancario, ed è fondamentale avere cura di inserire nella causale il riferimento all’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi.

Tale contributo per l’abbattimento delle barriere architettonico negli edifici privati già esistenti per favorire l'accessibilità, la visitabilità e l'adattabilità è l’incentivo più sostanzioso concesso dallo Stato. È stato stabilito per legge dal 2012 e da allora è stato prorogato ogni anno. Come usufruire degli incentivi ristrutturazione? Il meccanismo è lo stesso di quello previsto per ecobonus e bonus ristrutturazioni, quindi la detrazione dalle tasse sarà ripartita in 10 anni. Rientrano tra queste spese quelle sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche in casa e nell’edificio. Ad esempio:

  • ascensori e montacarichi, elevatori esterni all’abitazione;
  • la sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari;
  • le spese effettuate per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave.

È bene precisare che la detrazione Irpef del 50% è prevista solo per interventi sugli immobili con l'obiettivo di favorire la mobilità interna ed esterna del disabile e non per l’acquisto di strumenti, come ausili tecnici e informatici, ad esempio computer e telefoni, per i quali è prevista invece la detrazione Irpef del 19% per le spese mediche e gli ausili. Come ottenerlo? È essenziale conservare la fattura e avere il certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio serve per facilitare l'autosufficienza della persona.

L’agevolazione sull’imposta di successione e donazione

Le persone che ricevono in eredità o in donazione beni immobili e diritti reali immobiliari devono versare l’imposta di successione e donazione. Per il calcolo dell’imposta sono previste aliquote differenti, a seconda del grado di parentela intercorrente tra la persona deceduta e l’erede (o il donante e il donatario). La normativa tributaria riconosce, però, un trattamento agevolato quando a beneficiare del trasferimento è una persona disabile, riconosciuta tale ai sensi della legge n. 104 del 1992. In questi casi è previsto che l’imposta dovuta dall’erede, o dal beneficiario della donazione, si applichi solo sulla parte della quota ereditata (o donata) che supera l’importo di 1.500.000 euro.