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Autorizzazione paesaggistica: in vigore la procedura semplificata

created by Team editoriale Venerdì, 28 Aprile, 2017 - 13:09

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autorizzazione paesaggistica

Dal 6 aprile è entrata in vigore la procedura semplificata per l'autorizzazione paesaggistica. Di cosa si tratta? Da questa data è da considerarsi effettivo il Dpr 31 del febbraio 2017 in cui venivano definiti 31 interventi edilizi esentati dall'autorizzazione paesaggistica e 42 interventi per cui andrà applicata una procedura semplificata (per approfondimenti vedi Gazzetta Ufficiale n.68 del 22 marzo).

Autorizzazione paesaggistica, cos'è?

L'autorizzazione paesaggistica è un permesso che viene richiesto ogni qual volta si deve effettuare un intervento urbanistico-edilizio su edifici posizionati in aree sottoposte alla tutela paesaggistica.

Ecco un elenco delle zone a tutela paesaggistica:

  • zone di mare: territorio costiero compreso in un raggio di 300 m dalla battigia;
  • laghi: territorio compreso in un raggio di 300 m dalla battigia;
  • corsi d'acqua: fino a 150 m dall'argine;
  • zone di montagna: sopra i 1.600 m sul livello del mare per le Alpi e i 1.200 m per gli Appennini;
  • parchi e riserve naturali;
  • zone ricoperte da foreste e boschi;
  • aree di uso civico e assegnate a facoltà agrarie;
  • vulcani;
  • zone di interesse archeologico.

La normativa in materia di paesaggio (art. 142 Dlgs 42/2004) indica queste zone come quelle in cui è obbligatorio richiedere un'autorizzazione per effettuare lavori sugli edifici in modo che venga verificata la compatibilità con il paesaggio circostante.

Il Dpr approvato a febbraio semplifica e accorcia il procedimento, individuando anche tutta una serie di interventi per cui non è necessario richiedere autorizzazioni.

Autorizzazione paesaggistica, quando serve?

Vengono innanzitutto identificati 31 tipi di interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica, considerati a impatto zero, cioè che non compromettono l'armonia del paesaggio perché di fatto non producono un cambiamento impattante rispetto all'aspetto precedente:

  • Interventi interni che non alterano l'aspetto esteriore dell'edificio, anche quando comportano cambio di destinazione d'uso.
  • Interventi su prospetti e coperture degli edifici eseguiti nel rispetto dei piani del colore presenti nel comune, delle caratteristiche architettoniche e dei materiali esistenti.
  • Interventi che abbiano finalità di consolidamento statico degli edifici, compresi gli interventi per il miglioramento o l'adeguamento antisismico, purché non modifichino le caratteristiche morfotipologiche, i materiali di finitura o di rivestimento, il volume e l'altezza dell'edificio. 
  • Interventi per l'eliminazione di barriere architettoniche, come la  realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm, l'installazione  di apparecchi servoscala esterni, o la realizzazione, negli  spazi interni non visibili dallo spazio pubblico, di ascensori esterni.
  • Installazioni di impianti tecnologici esterni non soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, come condizionatori e impianti di climatizzazione, caldaie, parabole, antenne, purché effettuate su facciate secondarie, o in spazi interni, o in posizioni comunque non visibili dallo spazio pubblico.
  • Installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici, posti su coperture piane e in modo da non essere visibili dagli spazi pubblici esterni.
  • Installazione di micro generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,50 m e diametro non superiore a 1,00 m.
  • Installazione di tende parasole su terrazze, facciate o in spazi pertinenziali ad uso privato.
  • Interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno, inserimento di elementi antintrusione sui cancelli, le recinzioni e sui muri di cinta eseguiti nel rispetto delle caratteristiche morfotipologiche, dei materiali e delle finiture  esistenti.
  • Ricostruzioni di edifici, così come si presentavano, crollati a causa del terremoto.

Puoi vedere tutti i dettagli e le tipologie di interventi esenti da autorizzazione paesaggistica nell'allegato A del decreto presidenziale.

Autorizzazione paesaggistica semplificata

42 sono invece i casi in cui si può fare ricorso ad una procedura semplificata. In questo caso l'iter burocratico per la richiesta di autorizzazione paesaggistica non può impiegare più di 60 giorni:

  • Incrementi di volume non superiori al 10 per cento della volumetria originaria e comunque non superiori a 100 mc, eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, dei materiali e delle finiture esistenti.
  • Realizzazione o modifica di aperture esterne o finestre a tetto riguardanti beni vincolati.
  • Interventi sui prospetti, comportanti alterazione dell'aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche esistenti.
  • Interventi di adeguamento alla normativa antisismica o finalizzati al contenimento dei consumi energetici degli edifici, con caratteristiche morfotipologiche differenti da quelle preesistenti. 
  • Interventi per il superamento di barriere architettoniche, laddove comportanti la realizzazione di rampe per il superamento di dislivelli superiori a 60 cm, la realizzazione di ascensori esterni che alterino la sagoma dell'edificio e siano visibili dallo spazio pubblico. 
  • Installazione di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici, quali condizionatori e impianti di climatizzazione, caldaie, parabole, antenne, in posizioni visibili dallo spazio pubblico.

Tutti i dettagli sugli interventi che possono avvalersi della procedura semplificata nell'allegato B del decreto.

Dal 6 aprile 2017 è dunque diventato più semplice sia per privati, che per attività commerciali, intervenire con modifiche ad impatto minimo sugli edifici; inoltre, la procedura semplificata assicura di non incorrere in lunghi stop dei lavori dovuti ad adempimenti burocratici, ottenere il nulla osta paesaggistico sarà dunque più veloce.