Magazine \ Casa & Finanza

Comodato d’uso: cos’è e come funziona

created by Team editoriale Giovedì, 10 Marzo, 2016 - 17:27

Media: 5 (1 voto/i )
Comodato d'uso gratuito

Tra le tante forme contrattuali legate al godimento di un bene immobile, avrete sicuramente sentito parlare del comodato d’uso, un particolare tipo di contratto che fa della gratuità la sua caratteristica principale. Solitamente si tratta di una modalità utilizzata per affidare un bene, mobile o immobile, ad una controparte con la quale si ha un rapporto di fiducia e di conoscenza. Il comodato d’uso gratuito di un immobile, viene per esempio, concesso generalmente da un genitore ad un figlio o viceversa.

Non è esclusa, però, la possibilità che le parti possano raggiungere un accordo in modo tale da prevedere una controprestazione corrisposta da parte di chi andrà a godere del bene. In questo caso la definizione è quella di comodato d’uso oneroso.

Nel caso in cui si verifichino le condizioni necessarie per tale tipo di contratto, è bene conoscerne le caratteristiche in modo da comprenderne l’eventuale proficuità, sia nel momento in cui si abbia la possibilità di usufruirne in modo gratuito, sia che se ne goda pagando una somma che non può, tuttavia, distorcere la natura del contratto. Infatti, proprio per la sua gratuità di fondo, si presta a facili fraintendimenti. 

Vediamo allora nel dettaglio cos’è e come funziona il contratto di comodato d’uso.

Cos’è il comodato d’uso

Innanzitutto vediamo nello specifico cos’è il comodato d’uso e perché potrebbe essere una soluzione vantaggiosa da prendere in considerazione. Volendone dare una definizione, si tratta di un contratto tramite il quale una parte concede ad un’altra la possibilità di godere di un bene, nel caso in cui si sia interessati ad un immobile per un periodo determinato e con obbligo di restituzione del bene concesso.

Infatti, il contratto di comodato d’uso di un immobile, così come di un bene mobile, non comporta il trasferimento della proprietà della cosa, e semplicemente permette di usufruire del bene per lo scopo e secondo i tempi concordati con l’accortezza di conservarlo nel migliore dei modi.

Come funziona il comodato d’uso gratuito?

Entriamo più nel dettaglio e vediamo le caratteristiche di questo contratto che, per quanto apparentemente semplice, necessita di alcune precisazioni. La sua peculiarità principale, come abbiamo già messo in evidenza, è il fatto di essere gratuito e di non prevedere nessun corrispettivo da parte del comodatario che dovrà però farsi carico di tutte le spese necessarie al godimento del bene.

Tutte le spese straordinarie saranno invece a carico del comodante che dovrà rimborsare il comodatario qualora se ne fosse fatto carico in maniera preventiva. Il comodatario è poi obbligato a restituire la cosa, secondo i tempi previsti e, qualora non fossero stati specificati, nel momento in cui il comodante ne richieda la restituzione.

Generalmente non è necessario che il contratto sia stipulato in forma scritta; ma nel caso di immobili è necessaria la registrazione del comodato d’uso presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla stipula che, in questo caso, deve necessariamente essere scritta.

Imu e Tasi nel comodato gratuito

Per quanto riguarda le imposte, è bene precisare che non è il comodatario a dover pagare l’IMU, a differenza della TARI che essendo legata all’utilizzo del bene, è a suo carico. Invece, il pagamento della TASI, nel caso di contratti superiori ai 6 mesi, è suddiviso tra comodante e comodatario e quest’ultimo dovrà corrispondere una somma che oscilla tra il 10% e il 30% del totale. Inoltre, proprio con riferimento a questa tassa, la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto una novità: se l’immobile viene utilizzato come abitazione principale, il comodatario non deve pagare la TASI.

Oltre a questa particolarità, la legge ha previsto anche alcune agevolazioni nel caso di un contratto di comodato d’uso gratuito tra genitori e figli. Infatti, in caso di concessione dell’immobile ad un genitore o ad un figlio, è prevista una riduzione del 50% su IMU e TASI, a patto che:

  • non si tratti di un immobile di lusso;
  • il comodatario la utilizzi come abitazione principale;
  • il comodante non possieda altri immobili, al di fuori di quello di cui usufruisce in qualità di abitazione principale;
  • entrambe le parti risiedano nello stesso comune.

Contratto di comodato d’uso oneroso

Abbiamo più volte sottolineato che il carattere gratuito del contratto di comodato è elemento imprescindibile di questa particolare fattispecie. Come anticipato però, si può parlare di contratto di comodato d’uso oneroso o modale, nel momento in cui il comodatario corrisponda una prestazione che non va a stravolgere la natura del contratto stesso e che non venga considerata come corrispettivo per il godimento dell’immobile. In caso di versamento di una somma di denaro, questa sarà, infatti, considerata come un rimborso spese.

Per poter visionare tutte le voci previste e le specifiche tecniche di questo genere di contratto, è possibile trovare online un fac-simile del comodato d’uso oneroso.