Magazine \ Casa & Finanza

I permessi da richiedere prima di ristrutturare casa

created by Team editoriale Lunedì, 7 Maggio, 2018 - 15:48

Ancora nessun voto

Stai per iniziare a ristrutturare una casa appena acquistata? Ecco per punti tutto quello che devi sapere.

I titoli abilitativi, in gergo colloquiale “i permessi”, da ottenere per avere l’approvazione dei lavori edilizi sono molteplici. In questo articolo ti parleremo delle regole burocratiche d’obbligo per avviare i lavori in casa, sia che sia per una ristrutturazione, sia per una nuova costruzione. Innanzitutto bisogna sapere che le normative cambiano di anno in anno, magari anche solo nel nome o con piccole modifiche, per questo è bene tenersi sempre aggiornati per non rischiare di trovarsi fuori legge. Anche se ti affidi al professionista giusto, è comunque bene informarsi per non trovarsi impreparato. L’estrema complessità delle norme in questo campo, rende necessario rivolgersi ad amministrazioni diverse per la stessa pratica. Dal 2016 ad oggi, il decreto di legge Madia (d.l.n. 222 del 2016), introduce un pacchetto di misure volte alla semplificazione burocratica di queste norme e l’istituzione di un unico sportello a cui rivolgersi. Il decreto riporta l’elenco degli interventi edilizi e per ciascuno di essi indica quale tipo di pratica occorre presentare. Inoltre è stata eliminata la comunicazione di inizio lavori (CIL).

Tra gli interventi edilizi più comuni, ecco i permessi di cui hai bisogno

Ristrutturazione edilizia pesante (sostituzioni parti di edificio e modifiche volumetria): serve la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Manutenzione straordinaria leggera: serve la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata)

Restauro e risanamento conservativo leggero (elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso): CILA

Gli interventi più comuni che non richiedono titoli abitativi (che si possono fare senza richiedere i permessi)

Manutenzione ordinaria (opere di riparazione, sostituzione finiture, manutenzione impianti tecnologici esistenti). NON occorre nessun permesso del Comune dove è situata l’abitazione.

Installazione di pompe di calore di potenza termina utile nominale inferiore a 12 kw: attività edilizia libera

Eliminazione delle barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio: attività libera.

Tuttavia, con il decreto di legge Madia, se per le opere edilizie minori è diventato più semplice ottenere gli assensi, è un po’ complicato districarsi tra le molteplici procedure burocratiche per lavori più consistenti e invasivi. Per questo motivo è sempre necessario informarsi presso il Comune dove è situato l’immobile, rivolgendosi all’ufficio tecnico.

Le pratiche più comuni da richiedere

Nel dettaglio le procedure da richiedere al Comune. Le pratiche più diffuse da richiedere sono principalmente 3. Vediamole insieme

1) Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA): presentata da un professionista abilitato, è un’autocertificazione su specifico modulo che va corredata di relazione tecnica e progetti. I lavori possono avere inizio subito; ma l’amministrazione comunale ha tempo 30 giorni per avanzare provvedimenti.

2) Denuncia di inizio attività (DIA): è un’autodichiarazione da parte del professionista che va consegnata in Comune completa di relazione e progetti; a differenza della Scia è necessario attendere 30 giorni prima di iniziare i lavori.

3) Permesso di costruire: con questa si chiede l’autorizzazione per nuove costruzioni o ampliamenti. La domanda viene esaminata da una commissione tecnica comunale e, se entro i termini previsti, questa non si pronuncia scatta il “silenzio-assenso”: i lavori possono iniziare.

Fonte: cosedicasa.it | Foto: Istockphoto

Per scoprire di più sulla promo clicca qui