Magazine \ Casa & Finanza

Seconda casa: tasse da pagare e novità per gli affitti brevi

created by Team editoriale Venerdì, 28 Aprile, 2017 - 10:54

4
Media: 4 (3 votes)
casa rossa e biciletta

Voglia di investire in immobili? Con i prezzi su livelli minimi, si fa interessante il mercato delle seconde case da mettere a reddito, rivolgendosi in particolare ai turisti o agli studenti nelle città universitarie. Se l’idea è comprare casa per affittarla, la prima regola per i potenziali investitori è selezionare con attenzione le abitazioni, comprando in zona dove la domanda di affitto risulta vivace. Il miglior investimento è senza dubbio nelle città d’arte e nelle città universitarie, rivolgendosi a viaggiatori da tutto il mondo e agli studenti fuori sede. Anche perché ci sono agevolazioni per l'acquisto di una casa da affittare. Proprio in questi giorni, tra l’altro, entrano in vigore importanti novità per chi intende mettere a reddito una seconda casa dandola in affitto, ma senza vincolarla con un contratto di locazione a lungo termine. Vediamo cosa c’è da sapere.

Investire in case per studenti

Affittare casa a studenti conviene? Sì, a giudicare dagli affitti, che non temono crisi, pagati ogni mese. Quanto costa l’affitto per un fuori sede? Dipende: la città più cara è Milano, dove in media si spendono 500 euro per una stanza, con l’uso di bagno e cucina, a Roma per una singola si pagano quasi 100 euro in meno, in media 400 euro, ma anche qui nelle zone più ambite si arriva a spendere tranquillamente 500 euro. Città universitarie più economiche, con prezzi simili tra di loro, sono Firenze, Bologna, Trento, Pisa e Siena che si attestano attorno ai 300 euro per una stanza. In fondo alla classifica Napoli e Palermo, dove per una singola si sta al di sotto di questa cifra.

Affitto agli studenti, cosa c’è da sapere

Esistono due tipi di contratti d’affitto previsti per legge:

  • l'affitto a canone libero, della durata di 4 anni, rinnovabile per altri quattro;
  • l'affitto concordato, per cui la legge prevede uno specifico contratto d’affitto per studenti universitari, con una durata minima di 6 mesi fino a 36 mesi.

Il decreto Infrastrutture (del 16 gennaio 2017, pubblicato in gazzetta ufficiale il 15 marzo), ha introdotto delle novità per i canoni concordati. In primo luogo i contratti per esigenze transitorie potranno essere definiti solo nei Comuni con oltre 10mila abitanti, il campo viene cioè ristretto ai centri abitati più grandi. Inoltre i contratti per studenti, che in passato erano rivolti appunto solo a studenti universitari fuori sede, sono stati estesi anche a chi segue master, dottorati, specializzazioni o perfezionamenti, allargando in questo modo la platea.

Questo tipo di contratto, da un lato permette più flessibilità, dall'altra garantisce il proprietario di casa. Gli studenti affittuari, infatti, sono responsabili in solido: significa cioè che devono pagare il canone e gli oneri condominiali anche nel caso in cui uno di loro receda dal contratto anticipatamente, perché magari nel frattempo ha terminato gli studi o li abbandona. Ma può essere sostituito con un altro studente, che gli subentra nel contratto.

Quali sono le tasse da pagare? Nei comuni con carenza di disponibilità abitative, in pratica tutte le grandi città, che sono anche sedi universitarie, come Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino,Venezia e i comuni confinanti, nonché agli altri comuni capoluogo di provincia, si applica nel quadriennio 2014-2017 la cedolare secca con l’aliquota ridotta al 10% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti.

Come per tutte le seconde case, inoltre, c’è da pagare l’Imu. Ma gli immobili affittati con canone concordato hanno uno sconto del 25% sull'Imu. Le tipologie di affitto con lo sconto sono:

  • i contratti agevolati, della durata di 3 anni + 2 di rinnovo;
  • i contratti per studenti universitari oltre i 6 mesi;
  • i contratti transitori (da 1 a 18 mesi) in base agli accordi territoriali.

Cedolare sugli affitti brevi, le novità con la manovra 2017

Se l’idea è affittare casa solo in alcuni periodi dell’anno, o anche affittare solo una porzione della casa, ci sono delle novità che riguardano gli affitti a breve termine rivolti ai turisti che si fermano solo qualche giorno, ma preferiscono un appartamento piuttosto che un albergo. La manovra appena varata dal governo interviene proprio in questo settore. Da un lato si facilita la vita a chi mette sul mercato un alloggio in tutta sicurezza e in piena trasparenza, che sa come pagare al fisco quello che gli spetta. Dall’altro si eliminano eventuali abusi. Scatteranno, infatti, dal primo giugno le nuove regole sulla cedolare sugli affitti brevi che riguarderà sia le case vacanze, sia gli immobili affittati tramite portali come Booking e AirBnb, che sono chiamati a fare da sostituti d'imposta se incassano per conto degli affittuari. L'aliquota è fissata al 21% e in caso di irregolarità nella comunicazione dei contratti è prevista una multa fino a 2mila euro.